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Chi è Tiziano Terzani
Tiziano Terzani è un giornalista scrittore; ha sessantatre anni e da trent'anni vive nel continente asiatico, che lui adora. Ha vissuto in Giappone, in Cina, ad Hong Kong, ed ora finalmente nella sua adorata India. Originario di un piccolo paesino della Toscana, dopo aver mollato un lavoro all'Olivetti, è partito per l'Asia come corrispondente di alcuni noti giornali italiani ed europei, dedicandosi soprattutto alla difficile attività di inviato di guerra, attività oggi, ahinoi, in via di estinzione, non per mancanza di guerre, il che sarebbe auspicabile, e neanche, crediamo, per la mancanza di coraggio di alcuni cronisti (ogni anno ne muoiono parecchi sul fronte o nei paraggi), ma forse perché non è più possibile documentare da vicino la guerra e dire la verità su come stanno andando le cose, in contrasto con la propaganda che invece ruota intorno al conflitto.
Ma torniamo a Terzani. Se amate viaggiare (e se siete su questo sito, la risposta è certamente sìììì!), non perdetevi i suoi libri. Se poi amate anche la pace, potete leggere il suo ultimo libro "Lettere contro la guerra". Crediamo che in entrambi i casi rimarrete colpiti dalle sue parole, dalle sue descrizioni, dalle sue intuizioni e dalle sue "avventure", come lo siamo rimasti noi.
Vi segnaliamo qui sotto i quattro libri di Tiziano Terzani che abbiamo letto, per gli altri potete far riferimento al sito
www.tizianoterzani.com |
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Una raccolta di episodi legati alla vita dello scrittore, ai paesi da lui visitati o in cui ha abitato negli ultimi trent'anni. Costumi, guerre, tradizioni, contraddizioni di tanti paesi asiatici, nonché qualche aneddoto spassoso.
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Cosa fare se un indovino ti predice che morirai entro un anno se sarai a bordo di un oggetto volante, quando la tua passione e il tuo lavoro sono il viaggio? Semplice, cogli l'occasione per girare via terra, entrare nelle città e nei villaggi a piedi, attraversare frontiere, posti di blocco e avere tanto tempo per guardare da vicino luoghi, situazioni e persone. Una ricchissima cronaca di un viaggio via terra per l'Asia.
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Ovvero la Cina, oggi sempre più vicina, sempre più occidentalizzata. Se volete conoscere a fondo quest'immenso paese e il suo recente passato, ecco un buon punto di partenza.
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Palazzo dei Sette - Orvieto, 23 febbraio 2002
Abbiamo avuto il piacere di incontrare Tiziano Terzani durante la presentazione del suo libro "Lettere contro la Guerra" (evento organizzato dalla Libreria dei Sette nell'ambito dell'iniziativa "Il libro parlante". |
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Tiziano ed Carolina posano per Alberto, al termine della conferenza
al Palazzo dei Sette di Orvieto.
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Non più resoconti, cronache e diari, ma lettere. Il giornalista-scrittore si è messo in pensione e finalmente si dedica a una delle sue attività preferite, scrivere lettere. E lo fa dall'Himalaya, dal suo paesino in Toscana o dall'Afghanistan, ma tutte hanno un qualcosa in comune: la pace, la ricerca della pace. Un buon numero delle lettere contenute nel libro sono state pubblicate, a partire dall'11 settembre, sul Corriere della Sera, e fra queste la celebre risposta alla lettera aperta di Oriana Fallaci.
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Dedica e autografo di
Tiziano sul libro.
Didascalia tra il serio e il faceto che Tiziano ha dato alla foto di copertina del libro Lettere contro la guerra, che lo ritrae a Kabul in un cimitero: On my way to Guantanamo Gail.
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Tiziano mentre parla: una persona semplice, rilassata, dai toni pacati, dalla battuta pronta, molto umile, ed un pubblico di centinaia di persone che lo ascolta in religioso silenzio, affascinato e poi che interloquisce con lui spontaneamente.
Ci ha raccontato della sua vita, della sua famiglia, della sua scelta di cambiare tutto a sessant'anni, del suo ritiro sull'Himalaya, del suo viaggio in Afghanistan, della pace e dei motivi per cui scegliere la pace e non la guerra. E quando ha finito ed è stato chiesto al pubblico se ci fossero domande, non c'è stato il solito silenzio imbarazzante, gli sguardi che si posavano al soffitto, ma un levare di mani continuo e dopo due ore eravamo ancora lì tutti a parlare, instancabili.
Qualche frase e concetto che ho annotato durante la conferenza:
"Bisogna capire le ragioni degli altri, soprattutto quando sono diverse".
"La guerra è una cosa triste, ma ancor più triste è farci l'abitudine. Ma io, dopo tanti anni di vita da corrispondente, ho capito che non ci ho fatto per niente l'abitudine"
"Non confondere il dito che indica la luna con la luna."
"Come dicono gli indiani: Vuoi far ridere Baghawan (Dio)? Bene, digli i tuoi piani."
"Non abbiamo il monopolio della civiltà". |
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